Gli smartphone odierni ci sono utili in una miriade di modi, e se fossero utili persino a diagnosticare la depressione?

Nessuna ipotesi irrealistica, anzi, ne sono convinti un gruppo di ricercatori coordinato da David Mohr, direttore del Center for Behavioral Intervention Technologies della Feinberg School of Medicine (Northwestern University, Chicago), che hanno condotto uno studio pubblicato sul “Journal of Medical Internet Research“.
Secondo lo studio, in base a quanto usiamo il telefonino e agli spostamenti che facciamo e che vengono tracciati dal Gps, si può sapere se siamo depressi: una persona depressa trascorre infatti in media 68 minuti al giorno al telefono, durante i quali evita di pensare a ciò che non va, mentre chi non è depresso ha una media di 17 minuti.
Si può ipotizzare la depressione, anche se il Gps dello smartphone indica che un individuo trascorre la maggior parte del tempo a casa o in pochissimi luoghi, mostrando una tendenza ad isolarsi e la mancanza di motivazione ed energia per uscire.
Sulla base dei dati raccolti dai sensori dello smartphone, gli scienziati della Northwestern assicurano di poter identificare le persone con sintomi depressivi con una precisione dell’87%, come dimostrato dai test su 14 individui a rischio e 14 soggetti sani di controllo.
“Il significato di questo è che possiamo rilevare se una persona ha sintomi depressivi e la gravità di essi senza fare tutte le domande“, ha detto David Mohr, autore principale dello studio. “Ora abbiamo una misura oggettiva del comportamento legato alla depressione. E lo stiamo rilevando passivamente“, ha aggiunto.