Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la radio tradizionale non solo è sopravvissuta all’era dello streaming, ma sta vivendo una nuova giovinezza. A dirlo sono i dati: il 78% della Generazione Z ascolta ancora la radio, confermando che, nonostante la nascita di mille nuove piattaforme digitali, l’audio live mantiene il suo fascino.
La radio, dunque, continua a offrire qualcosa di unico: la spontaneità, l’intrattenimento in tempo reale e il senso di comunità. E a quanto pare, questo è proprio ciò che attrae i più giovani.

La Generazione Z reinventa il passato: ritorno alla radio e ai vinili
Gli Zoomers, nati tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2010, sono noti per il loro gusto retrò. Amano riscoprire oggetti e tecnologie vintage, dando loro un nuovo significato. È così che tornano di moda:
- i cellulari a conchiglia al posto degli smartphone;
- le fotocamere digitali “vecchia scuola” per scatti autentici;
- gli iPod Mini trasformati in accessori di tendenza;
- persino i telefoni fissi con filo trovano posto nelle loro stanze.
La radio rientra perfettamente in questa logica. Secondo The Standard, nel 2024 oltre 50 milioni di persone ascoltano la radio ogni settimana, e una fetta consistente di questo pubblico è composta proprio dalla Gen Z.
Perché la radio conquista ancora i giovani?
Le motivazioni dietro questa rinascita sono molteplici. Da un lato, la radio consente un ascolto “passivo ma coinvolgente”, perfetto da abbinare al multitasking digitale: si ascolta mentre si navigano i social, si studia o ci si rilassa.
Dall’altro, emittenti come BBC Radio 1 stanno facendo un lavoro strategico per conquistare il pubblico giovane: conduzione fresca, musica emergente e contenuti cuciti su misura per le nuove generazioni.
Un’indagine condotta da Roberts, storica azienda britannica nel settore radiofonico, ha confermato che la radio è oggi più seguita della TV tra i ragazzi della Generazione Z, che in media dedicano alla televisione solo 20 minuti al giorno.
Il declino della TV e il ritorno dell’analogico
Il trend non riguarda solo la radio. Anche la televisione tradizionale è in crisi, soprattutto tra i giovanissimi: nel 2023, solo il 48% dei ragazzi tra i 16 e i 24 anni ha guardato la TV almeno una volta alla settimana. È la prima volta che questa percentuale scende sotto il 50%.
Parallelamente, cresce la passione per i formati fisici, come vinili e musicassette, che stanno vivendo una seconda giovinezza. Le vendite di dischi in vinile continuano a crescere anno dopo anno, alimentate anche dal successo di artisti come Taylor Swift e Beyoncé, le cui edizioni speciali sono andate a ruba tra i fan.
Radio e musica “analogica”: un modo per rallentare
Il ritorno della radio, dei vinili e delle tecnologie retrò racconta molto di più di una semplice moda. Rappresenta il desiderio della Generazione Z di rallentare, di vivere esperienze più autentiche e meno filtrate. In un mondo dominato dalla velocità e dalla personalizzazione algoritmica, ascoltare la radio è quasi un atto di resistenza culturale.
E così, la radio non è affatto un relitto del passato, ma un mezzo che ha saputo rinnovarsi e parlare anche alle nuove generazioni.