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Il nostro cervello vive soprattutto di ricordi

VEB Apr 16, 2024

Alla Boston University è stata sviluppata una teoria innovativa riguardo la coscienza umana. Secondo questa teoria, il nostro cervello non percepisce direttamente l’ambiente circostante; piuttosto, elabora informazioni attraverso ricordi subconsci.

Il nostro cervello vive soprattutto di ricordi
Foto@Pixabay

Gli studiosi suggeriscono che questa concezione potrebbe offrire spiegazioni a comportamenti come la difficoltà di mantenere diete rigide o la gestione di impulsi incontrollati, oltre a illuminare aspetti che le attuali teorie non riescono a coprire.

Secondo Andrew Budson, professore di neuroscienze e autore principale dello studio, la coscienza si sarebbe evoluta come un sistema di memoria. Questo sistema viene utilizzato dal cervello per proiettare e organizzare il futuro in modo creativo e flessibile. La particolarità di questa teoria sta nel presupposto che le nostre percezioni e azioni non siano dirette, ma risultino da processi inconsci, dei quali diventiamo consapevoli solo successivamente.

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Esistono diverse teorie sulla coscienza, alcune delle quali propongono un modello gerarchico in cui il cervello modula attivamente i processi cognitivi, rendendoli consci o inconsci. Altre si focalizzano sulla capacità di specifiche aree cerebrali di generare consapevolezza.

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Tuttavia, la teoria proposta da Budson e il suo team considera questi modelli insufficienti per spiegare la rapidità di alcune reazioni, come quelle necessarie nello sport o in altre situazioni di alta energia.

La loro ipotesi è che gli stimoli vengano prima elaborati a livello inconscio, basandosi sui ricordi, per poi emergere nella consapevolezza. Questo meccanismo spiegherebbe anche perché spesso agiamo impulsivamente, nonostante la nostra consapevolezza delle conseguenze.

Inoltre, Budson aggiunge che molti dei nostri pensieri non sono sotto il controllo conscio, il che contribuisce alla difficoltà di arrestare il flusso di pensieri, ad esempio quando tentiamo di addormentarci, rendendo così la consapevolezza un compito arduo.

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