L’esistenza della vita dopo la morte è da sempre un tema centrale nei dibattiti filosofici e religiosi. Tuttavia, secondo il noto astrofisico canadese Dr. Hugh Ross, potrebbero esserci anche basi scientifiche a sostegno di questa ipotesi.
In un’intervista rilasciata a Mail Online, Ross ha illustrato cinque elementi chiave che, a suo avviso, dimostrerebbero l’esistenza di una dimensione spirituale e di un’entità divina. Vediamo nel dettaglio le sue argomentazioni.

1. L’Universo è più grande di quanto immaginiamo
Secondo Ross, l’universo osservabile – con un’estensione stimata di 93 miliardi di anni luce – non rappresenta la totalità dell’esistenza. L’astrofisico sottolinea che, in base alla teoria della relatività generale, la realtà potrebbe estendersi oltre ciò che possiamo percepire.
Per questo motivo, ipotizza la presenza di un “agente causale” esterno al tempo e allo spazio, capace di influenzare le dinamiche dell’universo.
2. Esperienze di pre-morte: un segnale di un’altra dimensione?
Molte persone che hanno vissuto esperienze di pre-morte (NDE) raccontano di aver sperimentato fenomeni inspiegabili, come visioni di luce, incontri con esseri ultraterreni o la sensazione di lasciare il proprio corpo.
Sebbene la scienza non abbia ancora trovato una spiegazione definitiva per questi episodi, Ross ritiene che potrebbero essere indizi di un’esistenza oltre la vita terrena.
3. UFO e fenomeni inspiegabili
Un altro punto interessante sollevato dall’astrofisico riguarda gli avvistamenti UFO. Ross suggerisce che alcuni di questi fenomeni potrebbero essere manifestazioni di realtà parallele o dimensioni sconosciute, aprendo nuove prospettive sul concetto di aldilà.
4. Eventi storici e riferimenti biblici
Ross sostiene che alcuni episodi riportati nella Bibbia possano essere interpretati come prove di un’interazione tra il mondo materiale e quello spirituale. Sebbene questa teoria sia dibattuta, l’astrofisico crede che alcuni eventi possano essere riconducibili a fenomeni reali.
5. Il potere della preghiera
Infine, Ross afferma che la preghiera potrebbe avere un impatto tangibile sulla realtà. Secondo lui, l’efficacia delle preghiere documentata in diversi studi suggerirebbe una connessione tra la spiritualità e il mondo fisico.
Conclusione: scienza e fede possono convivere?
Nonostante le sue teorie siano affascinanti, la comunità scientifica resta divisa. Molti esperti rimangono scettici, ritenendo che le prove fornite non siano sufficientemente verificabili. Tuttavia, le riflessioni di Hugh Ross contribuiscono ad arricchire il dibattito su uno dei più grandi misteri dell’umanità: cosa succede dopo la morte?